Wednesday, 29 October 2008

Stuck in my head!

Oggi non ho molta voglia di scrivere. Sara` che i muratori polacchi ci hanno lasciato senza boiler la notte scorsa, e con la proverbiale fortuna di fantozziana memoria, ieri notte e` venuto a nevicare! Un freddo che non vi dico! Va beh, mi inizero` a temprare per la Finlandia!

Rimanendo sempre in tema di notti e risvegli, capita solo a me di svegliarmi la mattina con una canzone in testa? Di solito pero` e` sempre una canzone che odio, una canzone di quelle noiosissime!

Oggi per esempio, mi sono svegliato con in testa questa canzone:



Che e` una canzone che odio profondamente, ma che per qualche ragione si e` infilata nella mia testa.

Cosi` stamattina nel disperato tentativo di sostituirla con qualsiasi altra canzone, ho iniziato a pensare alla notte trascorsa quasi in bianco, che notte... "What a night"! Ecco quindi la canzone che sto ascoltando a ripetizione per cercare di scacciare quella che non mi piace! Ci sono quasi riuscito!

Monday, 27 October 2008

Ma pure in Finlandia?!?

Qualche giorno fa vi ho parlato del mio viaggio nel nord piu` freddo e buio della Finlandia. Bene, giovedi` scorso ho prenotato tutto: aereo Londra-Kittila, alloggio (fornito gratuitamente dalla mia compagnia) e auto a noleggio (anche questa fornita con un 50% di sconto dalla mia compagnia).

Mentre gia` pensavo alla pace, al silenzio, a "staccare la spina" per almeno una settimana in questa "Winter wonderland" mi arriva un'email dalla collega che si occupa della sezione "Nordic" della mia compagnia, ovvero la Scandinavia, in cui mi chiede dove alloggero` perche` ha dei depliant interessanti da darmi. Che carina, penso; poi noto che l'email e` indirizzata sia a me che ad Adam.

Adam, e` un mio collega che si occupa di IT support. Se il PC non funziona piu`, chiami Adam. Garantito che tanto lui non e` alla sua scrivania o che comunque lascia squillare il telefono. Ma Adam e` cosi`. E` un ragazzo molto simpatico, un "fanfarone", molto vivace e rumoroso a cui gli si perdona quasi tutto perche` poi, quando finalmente lo riesci a beccare, e` molto disponibile, sempre sorridente, sempre voglia di scherzare, un cosiddetto "bravo ragazzo".

Mi ha raccontato che ha fatto persino il DJ per alcune radio locali, in quei programmi della colazione dove cercano di farti ridere ad ogni costo... e non fatico certo ad immaginarmelo in quel ruolo... Tra l'altro il suo cognome e` Stiff, che in inglese significa "duro", "rigido" e ovviamente le prese per il c... si sprecano! Il suo programma radiofonico non a caso si chiamava "Stiffy in the morning", riferito all'alzabandiera con cui gli uomini di solito si svegliano al mattino.

Insomma, credo abbiate capito il tipo di cui sto parlando. Se poi un po' avete capito il tipo che sono io, potete immaginarvi che, nonostante Stiffy mi stia simpatico, dopo 15 minuti ho bisogno di silenzio!

Quindi, quando ho visto questa email indirizzata ad entrambi, ho sentito squillare un lontano campanello d'allarme, ma ho subito scacciato il pensiero. Prendo comunque il telefono e chiamo Stiffy. Riconoscendo il mio numero, e immaginando che non lo stavo chiamando per questioni di IT, decide di rispondere.

Io: "Ho visto che Kicki ha mandato l'email sulla Finlandia anche a te!"
Stiffy: "Si' ma perche` ci vai anche tu?" (oh oh!)
Io: "Eh si'! Ma tu quando pensavi di andare?" (Io ho prenotato il volo per il 13 dicembre)

Ora, cari amici lettori, devo continuare o potete immaginarvi da soli dove questo post stia andando a parare? Volete sapere quanti voli ci sono da Londra a Kittila? 1 (UNO!) alla settimana!

Niente silenzio, niente pace, la spina rimane attaccata e io e Stiffy diventeremo inseparabili... :-(

Io, Marco 2, Stiffy e la sua ragazza... non potrei immaginarmi un quartetto meglio assortito!

Friday, 24 October 2008

La mia prof - Spot Banca Intesa Sanpaolo

Una cosa incredibile! Per caso ho scoperto che la mia ex professoressa di Italiano è stata ingaggiata per fare la pubblicità della banca Intesa Sanpaolo, insieme al marito, che tra l'altro era anche lui un professore di Italiano nella mia scuola.

A volte il mondo è proprio piccolo.

Lei, che si chiama Alba, è stata senza dubbio la mia prof preferita.

Thursday, 23 October 2008

Da Londra

Pubblico oggi una lettera che ho letto sul validissimo blog di Piero Ricca che ha scritto un italiano residente a Londra. L'ho trovata molto interessante e pienamente condivisibile:

La lettera di Luigi, architetto napoletano a Londra.


Caro Piero,


mi aggiungo a tutti i fratelli (d’Italia) costretti ad emigrare dal loro Paese perché stanchi di dover sempre chinare il capo e chiedere aiuto a questo politico o a quel vescovo.


In verità devo ammettere che io non ci ho neanche provato, per essere più precisi non mi è stata data nemmeno la possibilità di provare.


Ho 27 anni, sono di Napoli, mi sono brillantemente laureato in architettura lo scorso anno e quando, dopo qualche settimana, mi sono presentato nello studio del professore che mi ha seguito, lui senza troppi preamboli mi ha detto di andare via dall’Italia perché non c’è posto per nessuno, a cominciare dall’università, in cui ormai non cambiano neanche più i nomi sulle scrivanie tanto se le passano di padre in figlio come fossero un titolo nobiliare. Sconvolti, ma non troppo, da queste crude dichiarazioni, io e la mia compagna, anche lei architetto, decidemmo di fare i bagagli e partire.


Venimmo a Londra, dove viviamo e lavoriamo da più di un anno. Si hai capito bene, lavoriamo, abbiamo una bella casa al centro di Londra e, cosa ancora più incredibile, riusciamo a rispiarmare, a mettere ogni mese qualcosa da parte per poter un giorno, non so, comperare un casa, aprire una nostra attività. Tutte cose che nel nostro Paese e nella nostra città ci sarebbero state negate. Probabilmente ora saremmo ancora a casa dei nostri genitori lavoricchiando come schiavi in qualche studio per 400 euro al mese.


Lo so è difficile, ci vuole tanto coraggio e tanta forza per stare lontano dai tuoi genitori, dai tuoi fratelli e dai tuoi amici, ma qui tutto è diverso. Quel che più mi ha colpito in questo anno è il rispetto che si ha per il lavoro e per la preparazione, qui il concetto di ‘lavoro nero’ non esiste. Ho provato a spiegarlo ai miei colleghi ma a loro sembra qualcosa di fantascientifico: lavorare senza contratto, senza tassazione e senza una posizione riconosciuta è inconcepibile.


E’ vero, quando parli dell’Italia la battutina sulla mafia esce sempre, ma non ci sono preconcetti o pregiudizi, se fai il tuo lavoro onestamente e con impegno non importa da dove vieni, che dio veneri, di che colore hai la pelle o con chi fai l’amore. Nel mio studio siamo in tredici e di sei nazionalità differenti. E’ cosi`ovunque, la multiculturalità qui è una realtà.


L’informazione funziona, i trasporti pubblici sono, forse, i più cari al mondo ma funzionano: se la metro fa un minuto di ritardo l’autista ti chiede scusa ad ogni fermata; ci sono, dove possibile, piste ciclabili e zone verdi, tutti i musei sono gratis (perché la cultura è di tutti). Le tasse (il livello è paragonabile a quello italiano per il lavoro dipendente con quattro fasce di contribuzione) vengono direttamente prese dal tuo stipendio così non ti devi preoccupare di nulla e ogni anno, se hai pagato qualcosa in più ti viene immediatamente restituita. Aprire una partita iva non costa quasi nulla e cominci a pagare tasse solo se superi le 5000 £ di guadagno in un anno [questo e` un errore, avrebbe dovuto scrivere £50.000] (ovviamente solo se non hai altri redditi). Aprire, chiudere, gestire un conto in banca non costa niente, per i conti base. Sono anni ormai che le unioni gay sono riconosciute dalla legge allo stesso modo di quelle etero. Insomma le differenze sono abissali, quelli che da noi sono obiettivi qui sono ormai diritti consolidati. Non so se mai tornerò in Italia, ma certo non ora, ormai mi sento lontano anni luce, vedo le cose in un’altra prospettiva. Io amo il mio paese. Qualcuno potrebbe dire che sono un codardo che è scappato senza lottare, che ha preferito andare via piuttosto che impegnarsi personalmente. Non so, forse è la verità.


Personalmente ho deciso di vivere la mia vita nel migliore modo possibile e se il mio paese non mi dà la possibilità di farlo, di costruirmi una mia vita, allora non mi sento un vigliacco ma forse un esule.


Grazie.


Luigi

Tuesday, 21 October 2008

Finlandia?

Quando avevo 15-18 anni, il mio sogno era di andare ad abitare in un paese Scandinavo. Tutto questo "ordine", questa pulizia mi affascinavano. Anche la lingua mi piaceva. E ce le posso infilare dentro tutte: danese, norvegese, svedese, perfino l'islandese, tutte tranne il finlandese che suona diverso; ma le altre lingue sono tutte simili. Non erano "dure" come il tedesco, che comunque poi alle superiori ho imparato ad apprezzare, erano lingue "discrete" in un certo senso.

Poi gli scandinavi parlano l'inglese quasi come fosse la loro prima lingua, hanno spazi immensi, natura incontaminata, etc.


Ricordo distintamente che verso i 18 anni avevo programmato un viaggio da fare rigorosamente da solo, in treno, partendo da Bologna per arrivare fino a Capo Nord. Avevo preso l'orario dei treni internazionale e avevo fatto tutto l'itinerario: Milano, Zurigo, Stoccarda, Cologna, Amburgo, Copenaghen, Malmo, Stoccolma, Lulea, Kiruna e su fino a Capo Nord. E non era neanche durante l'estate! Volevo andarci quando c'era un sacco di neve e le temperature polari, nel vero senso della parola!


Poi per qualche ragione (probabilmente economica!) questo viaggio non lo feci. Andai invece a Zagabria, in Croazia, nel 1994, guerra appena finita, solo, ma questa e` un'altra storia!


La passione poi diminui'. Anche perche` ebbi occasione di visitare Copenaghen varie volte e mi resi conto che, nonostante la citta` mi piaceva tantissimo, non era cosi` "perfetta" come me la ero immaginata. Alla fine finii qui, a Londra.


Pero` lo sfizio di spingermi verso il nord piu` estremo me lo vorrei ancora togliere e alcuni giorni fa e` girata un'email in ufficio con delle offerte per una settimana verso meta` dicembre in Lapponia, nei pressi di Rovaniemi, localita` nota come il villaggio di Babbo Natale...

Ci sto pensando. Mi piacerebbe addirittura volare a Tampere, citta` nel sud della Finlandia per poi prendere un treno con carrozze-notte e svegliarmi il mattino seguente nel buio inverno della Lapponia! O noleggiare una macchina sempre da Tampere e guidare verso nord per i quasi 800km che la separano da Rovaniemi. Un'avventura insomma!

Marco2 ancora non e` convintissimo... ma la sauna e il camino all'interno dello chalet stanno contribuendo alla mia causa!!! Vi terro' informati, come sempre.

Monday, 20 October 2008

Il muratore polacco

Qualche tempo fa vi ho parlato della necessita` di sostituire il mio vecchio boiler, nonche` di cambiare la cucina con una nuova.

Dopo vari preventivi, mi sono rivolto a dei ragazzi polacchi che avevano fatto dei lavori nell'appartamento a fianco e che in varie occasioni avevano visto sia me che Marco2. In realta` Marco2 se lo ricordano probabilmente meglio per come gli urlava di smettere di smartellare alle 11 il venerdi' sera...

Comunque, giovedi` scorso l'unico che parla un po' di inglese e` venuto per sapere cosa volessi fare di preciso nella cucina, l'ho ribattezzato "mate" perche` in ogni frase ci riesce ad infilare la parola "mate" (amico).

Questa la nostra conversazione:

Mate: So mate, which boiler would you like us to install mate? (A volte riesce ad infilare 2 "mate" in una frase sola!) Quale boiler vuoi che ti installiamo?

Io: This is the boiler I would like; it's small, but I think it would be ok for the size of the flat, don't you think? Questo e` il boiler che vorrei; e` piccolo, ma penso vada bene per le dimensioni del mio appartamento, che ne dici?

Mate: Yes mate, it will be ok! This is good for (a) small flat (i polacchi raramente usano gli articoli). This is (a) 2 bedroom flat right mate? Si', va bene. Questo (boiler) e` adatto ad un appartamento piccolo. Questo appartamento ha 2 camere da letto giusto?

Io: No, MATE! There's only one bedroom... No mate, c'e` una camera sola...

*Mate per un momento ha l'aria confusa, sembra voler dire qualcosa poi, la lampadina si accende e la conversazione prosegue su altri aspetti della cucina...

Friday, 17 October 2008

The "F" word

(D'accordo, le mutande in testa e i codini non hanno contribuito a dare autorità a Vladimir durante il diverbio...)

L'altra sera, all'Isola dei Famosi c'è stata un'accesa discussione fra Rossano Rubicondi (marito di Ivana Trump) e l'ex parlamentare transessuale Vladimir Luxuria.

Rossano, raccontando al gruppo del suo matrimonio, ha descritto il coreografo che lo ha aiutato ad organizzare il ballo al termine della cerimonia come un "frocio/faggot" (lo ha detto sia in Italiano che in Inglese). Vladimir, che era fra i presenti al momento del racconto, gli ha fatto notare che "faggot" è uno dei termini più spregievoli della lingua Inglese per definire un omosessuale, alchè Rossano si è subito giustificato dicendo che è "slang" (un modo di dire della strada), che non è una parola offensiva e che lui chiama così tutti i suoi amici gay.

Naturalmente il dibattito si è poi riacceso nella puntatona di lunedì, con Simona Ventura che cercava di aizzarli l'uno contro l'altra.

Vladimir faceva notare che definire un gay "faggot" e la stessa cosa che definire un invalido "storpio", un meridionale "terrone" o -aggiungo io- una persona di colore "negro".

Ora, in Italia, la parola "faggot" ai più potrà non significare molto, ma nella lingua Inglese è considerata un'offesa molto pesante, e Vladimir in questa occasione aveva ragione al 100%. E' talmente offensiva che gli anglosassoni, invece che ripeterla, dicono semplicemente "The F Word" ovvero la parola che comincia per F.

Basti ricordare che Isaiah Washington, Dr. Preston Burke di Grey's Anatomy, è stato licenziato proprio per avere usato the "F" word riferendosi fuori onda a T.R. Knight che recita la parte di George O'Malley nello stesso telefilm! Isaiah Washington è stato costretto a rilasciare diverse dichiarazioni in cui si scusava e addirittura prometteva di sottoporsi a terapia psicologica per risolvere conflitti interiori che lo avrebbero spinto ad usare tale termine. Tutto inutile, il suo allontanamento dalla serie è rimasto tale.

Allo stesso modo, la redazione dell'Isola, avrebbe dovuto agire coraggiosamente ed espellere all'istante Rossano dalla trasmissione. Quando un concorrente del Grande Fratello bestemmiò in diretta, non ci si pensò due volte ad espellerlo! Stessa sorte toccò a Massimo Ceccherini proprio all'Isola un paio di anni fa quando bestemmiò. Mentre invece se si usa una parola come "frocio" o "faggot", tutto va bene! Viva l'Italia!

Thursday, 16 October 2008

Come ammazzare una mosca

Oggi vi traduco pari pari un post divertente che ho trovato su un altro blog in inglese.
Con tutti i problemi del mondo come la crisi climatica, il cancro, l'aids, etc., vi sentirete sollevati sapendo che scienziati in America hanno appena pubblicato i risultati di una ricerca dettagliata sul modo piu` efficace su come uccidere una mosca.

Avendo pubblicato le loro scoperte sulla rivista di settore Current Biology, alcuni scienziati all'Istituto Tecnologico della California (CalTech) rivelano che il miglior modo per ammazzare una mosca e` quello di scivolare lentamente alle sue spalle e mirare alla traiettoria che si pensa la mosca prendera` quando iniziera` a volare. Hanno anche rivelato che la ragione per cui le mosche sono abituate ad evitare i nostri colpi e` dovuta ad un'estrema agilita` e pianificazione. In altri termini, questo tipo di annuncio e` definibile come "dichiarare l'ovvio piu` assoluto" (o scoprire l'uovo di Colombo!).

Gli scienziati hanno studiato attentamente filmati ad alta risoluzione di vari esperimenti con mosche da frutta e schiacciamosche. I ricercatori hanno scoperto che molto prima che la mosca si muova, riesce a calcolare da dove proviene la minaccia e studia un piano di fuga ponendo il proprio corpo in pre-allerta, pronto a volare entro 100 millisecondi da quando vede lo schiacciamosche.

Secondo il Prof. Michael Dickinson questo spiega la velocita` e la complessita` del cervello di una mosca, al contrario e` difficile determinare cosa questo spieghi riguardo al cervello degli scienziati...

Personalmente il modo piu` efficace che ho trovato nella mia esperienza di ammazza-mosche e` quella di prendere 2 quotidiani arrotolati, uno per mano, e maciullare la merdina colpendola con entrambi i giornali allo stesso tempo.

Wednesday, 15 October 2008

Il nuovo Routemaster?

Vi avevo parlato qualche giorno fa, di come il tipico autobus a due piani londinese, quello su cui si poteva salire al volo da dietro, e` ormai un lontano ricordo, essendo stato sostituito negli ultimi 5 anni dai lunghi autobus snodabili.

Gli autobus a 2 piani ancora in circolazione, sono molto piu` moderni e non altrettanto caratteristici.

Il nuovo sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, e' stato eletto anche grazie alla promessa di riportare in circolazione questi vecchi autobus (chiamati Routemasters), aggiornandoli e rendendoli piu` sicuri, ma mantenendo alcune delle caratteristiche che li hanno resi cosi` popolari.

In questi giorni e` uscito un interessante modello creato al computer che mostra come questi nuovi autobus potrebbero essere. Purtroppo non riesco a copiare il filmato qui, ma vi consiglio di aprire questo link e guardarvelo.

Come potete vedere e` stata mantenuta l'apertura posteriore, ma e` stata aggiunta una porta anteriore per consentire l'accesso ai disabili. I sedili sono disposti a U e ci sono vari monitor che daranno informazioni sul traffico, tempi di percorrenza, fermate successive, nonche` pubblicita` di esercizi commerciali lungo la linea. La cabina dell'autista e` stata spostata al centro (prima era a sinistra), rendendo piu` ampia la sua visuale. E' stato anche inserito un pannello nella parte posteriore per evitare che qualcuno inciampandosi scendendo dalle scale, potesse finire direttamente nella strada come accadeva sui vecchi modelli.

Io sono ancora indeciso su questa idea. Certo i Routemasters erano molto belli e tipici, ma ora che sono stati tutti sostituiti da centinaia di autobus snodabili della Mercedes nuovi di zecca, che senso ha rottamarli? Anche perche` alla fine i soldi necessari da qualche parte li dovranno pur prendere... e quindi preferirei tenermi i nuovi snodabili piuttosto che vedere raddoppiare il costo del biglietto...

Tuesday, 14 October 2008

Are you better off by bike?

Qualche tempo fa avevo pubblicato questo post su una pubblicita` che il Comune di Londra ha messo in circolazione per incentivare l'uso della bici: strade semi deserte, l'autobus che ti lascia passare, il sole e i petali di rosa che cadono al tuo passaggio. Uno scenario idilliaco. Lo slogan e` "You are better off by bike!", difficile da tradurre ma che piu` o meno vuole dire "Vai meglio usando la bicicletta!".

In risposta a questo filmato, un ciclista ha pubblicato una sua versione... senza petali di rosa!!!



Forse il filmato non e` chiarissimo, ma si vede l'autobus sorpassare un ciclista e poi stringerlo al lato della strada costringendolo a fermarsi.
Il ciclista recupera e si ferma davati all'autobus che nel frattempo ha accostato ad una fermata ed inquadra con la telecamera il viso dell'autista che gli urla qualcosa (a questo punto l'audio viene tolto); infine il ciclista inquadra la targa, probabilmente per poi denunciare il fatto alle autorita` competenti.
La rotonda, la riconosco, e` quella di Old Street, ad est di Londra.
Quindi "You are better off by bike" diventa "Are you better of by bike?", ovvero "vai veramente meglio usando la bicicletta?"

Monday, 13 October 2008

La lingua che si evolve?

Ci sono alcune parole che si evolvono e cambiano il significato. O forse sono io che ne ignoravo l'esistenza fino a qualche tempo fa, ma sono quasi sicuro che quando ero alle superiori "piuttosto che" significava "invece di" e non "cosiccome".

Esempio: "Mi piace il caffe` piuttosto che il te'" ai miei tempi voleva dire mi piace il caffe', non il te'. Se invece oggi diciamo amo leggere libri gialli, piuttosto che i romanzi, piuttosto che i libri di narrativa vuole dire che ci piacciono tutti... giusto? Il che puo` confondere non poco secondo me.

Un'altra parola che e` cambiata (o che forse alcuni usano erroneamente?) e` "specificamente" invece di "specificatamente". Ma qui il mio dubbio e` maggiore.

Una crema e` specificatamente formulata per pelli sensibili o specificamente formulata??

Secondo me si dice specificatamente, ma trovo che molte piu` persone oggi usano dire "specificamente".

Un'ultima cosa che mi irrita profondamente e` quando alcuni, di solito egomaniaci, usano parlare di se stessi in terza persona. Succede spesso in televisione. Penso che l'ultimo di cui mi ricordo distintamente sia Costantino! Parlando di se stesso per esempio, potrebbe dire: "Perche` Costantino e` cosi`, una persona che si adatta alle situazioni, ..." secondo me non c'e` nulla di piu` irritante!

Purtroppo questa moda si sta ora diffondendo anche in altri ambienti e magari la scopro in alcuni blog, dove invece di descriversi dicendo "sono nato a... ho fatto questo e quello..." si parla di se stessi in terza persona!

Friday, 10 October 2008

Some people are gay. Get over it.

(Campagna pubblicitaria promossa da Stonewall contro la discriminazione nei confronti di persone omosessuali. Tradotto vuole piu` o meno dire "Alcune persone sono gay, fattene una ragione!")

Avevo gia` parlato di Facebook qualche tempo fa e recentemente sembra che la moda si stia diffondendo molto velocemente anche in Italia: ci trovo Luca Becattini, ma anche persone di cui avevo perso le tracce... 11 anni lontano dall'Italia non aiutano certo!

E quindi in una domenica un po' noiosa ecco che mi ritrovo a riaprire cassetti della memoria sigillati da anni, estrarre cartelle piene di polvere e cercare di leggere nomi ormai sbiaditi. Compagni di scuola, vicini di casa. E poi ecco! Ne trovo uno lo provo a cercare su Facebook e vedo che ha un profilo. Che faccio, lo aggiungo? Vediamo prima chi sono i suoi amici. Ah ne ha piu` di 50! Scorro velocemente i nomi che non mi dicono nulla ma poi... ah si' certo questo stava nella classe di fianco alla mia alle elementari! Non l'ho mai frequentato ma pero` me lo ricordo!

E' una catena che a volte va avanti per molto tempo. E' bello vedere come tanti sono cambiati e alcuni sono rimasti gli stessi.

Quelli che ho aggiunto fra i miei amici hanno subito accettato e qui nasce il dilemma. Quanto di me voglio dire? Quando me ne andai dall'Italia, il motivo -non lo nascondo- e` stato anche perche` mi sentivo solo. Chi mi conosceva pensava io fossi un'altra persona, e quindi ho cercato di ricominciare da zero altrove e, guardandomi alle spalle oggi, direi che ci sono riuscito. Ora non voglio usare una frase fatta del tipo: "ma ecco che i fantasmi del passato mi hanno raggiunto" perche` se sono io a cercarli poi non posso certo lamentarmi giusto?!

Ma comunque ora mi ritrovo a pensare a chi vedra` il mio profilo e a quanto di me nel profilo voglio mettere. Faccio un paio di esempi. Tornato dalle vacanze spesso metto le mie foto su Facebook cosi` poi colleghi e amici possono guardarle; foto innocue, per carita', ma magari ci sono un paio di foto con Marco 2. Nelle informazioni personali una delle prime domande e` "interested in?" e le opzioni sono "Men" o "Women" o entrambe. C'e` anche un link a questo blog in cui dico tutto o quasi di me. Se trovo -sempre su Facebook- il fan club di Leonardo Tumiotto (!) mi ci iscrivo?!?

Mi piacerebbe, cari amici lettori, potervi dire che sono questa persona cosi' emancipata che non ha paura di nessuno, che se ne frega di quello che pensano gli altri, ma non e` cosi`. Marco 2 ogni tanto in altre situazioni dice: "They are not paying your bills!" (non pagano mica le tue bollette, modo di dire che significa che non devi niente a nessuno) e ha ragione.

D'altra parte non mi piace neanche di essere ipocrita con me stesso e verso le persone che mi conoscono e apprezzano qui in Gran Bretagna.

E quindi, ve lo giuro, da quando Facebook ha cominciato a circolare anche in Italia, e ho aggiunto vecchi fantasmi non ho cambiato nulla del mio profilo. Le foto ci sono ancora tutte e sono ancora un fan di Leonardo Tumiotto! Ma i dubbi rimangono...

Wednesday, 8 October 2008

Dall'Iran un'auto per le donne!

(Nella foto: l'indimenticabile Penelope Pitstop delle Wacky Races!)

Si sa: "Donna al volante...", poi le donne non sanno parcheggiare, non sono esperte di motori, si perdono facilmente, amano i colori sgargianti e non parliamo poi di cambiare una gomma! Assolutamente inutili!!

Ecco allora che arrivano quei simpaticoni degli iraniani, che hanno fatto tesoro di tutti questi ed altri stereotipi di medieval memoria (se non fosse che nel Medioevo i problemi di parcheggio non erano forse una priorita`!), e hanno confezionato un'auto destinata esclusivamente alle donne!

Avra` il cambio automatico, un sensore di parcheggio, il navigatore satellitare e uno speciale attrezzo per cambiare la gomma senza sporcarsi il Chador. I colori disponibili e i rivestimenti interni saranno prettamente "femminili" e saranno disponibili altri accessori utili alle donne quando vanno a fare shopping o portano i bambini a scuola, perche` diciamocelo, questo e` tutto quello che le donne fanno! Almeno cosi` la pensano i nostri amici iraniani!

Un altro progetto che questi inesauribili pozzi di intelletto e fantasia stanno per lanciare sul mercato e` una bicicletta specificatamente dedicata alle donne che -a detta del presidente Mahmoud Ahmadinejad- sono fra le piu` emancipate del mondo; e se lo dice lui, chi siamo noi per contraddirlo, giusto?

Di queste bici in giro non se ne sono ancora viste, ma si dice che abbiano una speciale copertura che nasconde la parte inferiore del corpo mentre si pedala... Chissa`, magari una coperta o qualcosa del genere, d'altra parte si sa`, in Iran le temperature sono molto rigide percio` le donne saranno contentissime di avere un'ulteriore panno oltre al chador!

In ogni caso le emancipate donne iraniane hanno il divieto di salire su motocicli tranne che come passeggere. Guidare la moto, e` risaputo, e` cosa da uomini!

Tuesday, 7 October 2008

Spese...

Dopo la delusione ormai lontana di avere perso la casa che stavamo per comperare, e` giunto il momento di sistemare un po' quella in cui abitiamo.

Ed e` un po' come quella canzone che faceva "per fare il legno, ci vuole un albero, per fare un albero ci vuole un seme, per fare un seme..." etc!

Vorrei cambiare la cucina, ma prima di cambiare la cucina bisognerebbe risolvere il problema della scarsa pressione dell'acqua. Infatti dai rubinetti, e soprattutto dalla doccia esce poca acqua e secondo me la colpa e` del boiler (scaldabagno) che ormai e` troppo vecchio e avra` i tubi ostruiti di calcare. Sono arrivato a questa conclusione considerato che l'acqua fredda esce abbastanza bene, mentre la calda perde pressione dopo essere passata attraverso lo scaldabagno appunto.

Ho chiesto un preventivo telefonico ad un importante compagnia che fornisce gas ed elettricita` (tipo la nostra Enel) che ha anche un servizio di sostituzione boiler. Quando mi hanno detto la cifra mi sono dovuto sedere: dai £2200 ai £2700 (circa €3000)!

Cosi` ho cercato un po' su Internet e ho chiesto in alcuni forum. Mi e` stato consigliato un sito che si chiama ratedpeople.com e l'idea e` tanto semplice quanto brillante. Il cliente posta il tipo di lavoro che deve essere fatto, magari allegando foto, mettendo il budget e l'area in cui vive e un'email viene spedita automaticamente ai potenziali "tradesmen" (idraulici, muratori, etc.) che riceveranno anche il numero di telefono del cliente che poi possono richiamare per fissare un preventivo.

Come budget ho messo fra i £1000 e i £2000.

In un paio di ore ho ricevuto 4 chiamate e oggi vengono i primi 2 per il preventivo. Speriamo bene!!!
(Nella foto: la mia cucina attuale, boiler in fondo a destra...)

Monday, 6 October 2008

Premio Diktat



Ringrazio ManuBlog per il premio che mi ha assegnato e, come richiesto, linko il suo blog.
Non rilancio invece il premio ad altri 3 blog (mi perdonerai Manu?) per non iniziare una specie di catena di Sant Antonio che non mi piace particolarmente (la catena, non il tuo premio!).
Alla prossima!

Il fumo uccide

Dal 1 ottobre su tutti i pacchetti di sigarette in Gran Bretagna le solite scritte "Fumare uccide" sono state sostituite da immagini scioccanti per cercare di convincere la gente a smettere o i giovani (Luca?!) a smettere.

Le scritte furono introdotte nel 2003 e secondo il Ministero della Salute Britannico, l'NHS, sono state un grande successo: migliaia di persone si sono rivolte ai numerosi centri specializzati per cercare di smettere.

L'Australia e la Nuova Zelanda sono state le prime ad usare foto come deterrente per i fumatori, stampando foto simili a queste gia` dal 2001.

In Gran Bretagna 87.000 persone all'anno muoiono per il fumo.

L'associazione per la ricerca contro i tumori chiede ora al governo che si faccia un passo ulteriore e che il pacchetto sia privo di loghi e marche che possono attrarre l'attenzione. Il fumatore dovrebbe essere solo attirato dalle foto cruente.

Friday, 3 October 2008

"Londra e` cara"

Sicuramente uno degli aggettivi che si associano piu` spesso con Londra e` "cara".
Ed e` vero, Londra non e` sicuramente economica, ma come tutte le grandi citta`, se uno ci viene in vacanza e` sicuramente portato a spendere di piu`. Vuoi perche` si tende a mangiare in giro piuttosto che cucinarsi per conto proprio, vuoi perche` si tende a spendere e fare compere in negozi turistici e centralissimi, inevitabilmente il turista rientra ancora piu` convinto che Londra sia una citta` costosissima, perpetuando questa leggenda metropolitana.

Oggi ho deciso di scrivere alcuni prezzi, quelli che mi ricordo, da "brava massaia" che va a fare la spesa 3 volte a settimana! Mi direte poi voi se in Italia i prezzi sono simili o piu` bassi.
  • Cestino di fragole, 250g, in stagione £2

  • Pacco di pasta marca supermercato, 500g £0.80

  • Cestino di pesche (5), in stagione, circa 1kg £1.60

  • pomodorini 500g £0.70

  • Yogurt Muller Corner £0.48

  • confezione da 2 petti di pollo, senza pelle, £4

  • Latte fresco, 1 litro, £0.80

  • Succo di arance fresco, 1 litro, £2

  • Acqua minerale, 1.5 litri £0.60

(tutti questi prezzi sono intesi in un supermercato)

Altri prezzi:
  • Biglietto dell'autobus per una corsa £0.90

  • Biglietto del cinema da £6 a £11

  • Affitto mensile per appartamento ad una camera in zona centrale £800

  • Camera doppia albergo centrale 2* con bagno e colazione £60-£70 per notte

  • Benzina verde al litro £1.10

  • Quotidiano £0.30-£0.50 (sabato e domenica £1.30)

  • SMS £0.10

  • Francobollo per lettera spedita in Gran Bretagna £0.36

  • Canone tv £140 all'anno

  • Cena al ristorante (antipasto, piatto principale, birra) £15-£20

  • Big Mac meal £3.70

  • Parcheggio lungo la strada (parchimetro) £1.50-£3 all'ora

  • Congestion Charge (tassa per le auto che vogliono entrare nella zona centrale), £8 al giorno

  • Pinta di Birra. Al pub £3, al supermercato £1

  • Biglietto metro, corsa singola, zona centrale, con carta prepagata £1.40





Thursday, 2 October 2008

Colto con le mani nel vasetto della marmellata...

Nel negozio online da cui compro le prelibatezze italiane di cui non riesco proprio a fare a meno, sono arrivate delle novita': i biscotti Atene della Doria! E anche la variante al cioccolato!!! E le Camille del Mulino Bianco...

Questa sera consegnano la mia spesa... :-)

Wednesday, 1 October 2008

In aereo

Prendendo lo stesso aereo per venire in Italia 4-5 volte all'anno, dallo stesso aeroporto, ci sono una serie di trucchetti che ho perfezionato con il tempo e che mi consentono -che brutto verbo!- che mi permettono (!) di viaggiare piu` comodo o di impiegare meno tempo da casa mia a Londra a casa dei miei a Bologna.

Premetto che come ho gia` detto, non sono un grande fan degli aeroporti. Tutto quell'aspettare, tutti questi negozi che cercano di venderti di tutto. E le file, fila per il check in, per il controllo passaporti, per salire in aereo, per scendere, per il controllo passaporti, per il bagaglio, ...

Questi sono alcuni dei piccoli accorgimenti che prendo per evitare "stress da volo":
  • Evito ad ogni costo di prendere aerei che arrivino a Londra dall'Italia dopo le 22. Un ritardo potrebbe significare arrivare all'aeroporto dopo mezzanotte quando i treni hanno smesso di circolare e decine di voli economici arrivano allo stesso tempo con conseguenti resse e risse per salire sui pochi pullman per Londra. L'arrivo a casa sarebbe in quel caso solo alle prime ore del mattino seguente.
  • Da casa all'aeroporto prendo il treno invece della corriera; costa il 30% in piu` ma e` garantito che ci impieghi 50 minuti. Troppo spesso ho rischiato di perdere l'aereo perche` la corriera e' rimasta bloccata nel traffico uscendo da Londra.
  • Il check-in viene fatto online per evitare un'ulteriore fila allo sportello e poter procedere direttamente al controllo passaporti;
  • Se possibile porto solo un bagaglio a mano per evitare di dover aspettare una valigia al mio arrivo a destinazione. 10kg (il massimo consentito per un bagaglio a mano) sono di solito piu` che sufficienti e fanno anche risparmiare sul biglietto nel caso di compagnie low-cost.
  • All'arrivo al gate mi rifiuto di iniziare la coda come sempre piu` spesso accade, quando tanto si sale tutti sullo stesso aereo; inoltre chiamano comunque prima i pochi (io!) che hanno fatto il check-in online e pertanto di solito mi alzo all'ultimo momento e passo davanti a chi ha deciso di aspettare in piedi inutilmente per circa mezz'ora.
  • Sull'aereo mi siedo davanti; possibilmente in prima fila dove c'e` spazio per allungare le gambe, ma se quei posti sono gia` occupati cerco comunque di rimanere nelle prime file; all'arrivo, spesso mettono solo una scaletta nella parte anteriore dell'aereo e pertanto sedendomi davanti sono fra i primi a scendere.
  • Se viaggio con qualcun altro di solito scelgo due sedili vicini, ma separati dal corridoio in modo che nessuno dei due sia confinato in uno scomodo sedile "di mezzo".
  • Quando l'aereo atterra non applaudo! Ne' mi faccio il segno della croce al momento del decollo!

Buon viaggio!