Saturday, 16 February 2008

Chelsea Tractors

Li odio, li odio, li odio!

Gli SUV, chiamati anche “Chelsea Tractors” (Trattori di Chelsea) sono ovunque. E io non li sopporto.

Le vedi a malapena dietro I vetri oscurati, lassu` al posto di guida che sempre piu` ricorda la cabina di guida di un TIR, nel loro carroarmato rigorosamente nero, queste donnine che non accettano per niente di aver passato gli ‘anta, con un bicchiere da mezzo litro di “skinny latte” (ovvero latte macchiato rigorosamente scremato) appena comperato a £5 da Starbucks fisso nel porta bibite e il telefonino incollato all’orecchio.

Del resto del traffico non si curano, loro sono le padrone della strada. Il marito lavora nella City e porta a casa un salario annuo a 5 cifre e loro si possono permettere di andare a fare shopping!

Hanno famiglie numerose? Vivono in montagna? Trasportano merci pesanti? Assolutamente no. Usano il “trattore” per portare il figlio (raramente piu` di uno, si perde la forma ad avere tanti figli) a scuola al mattino parcheggiando in seconda o terza fila, la multa non e` un problema. La “montagna” piu` alta in tutto il Regno Unito e` in Scozia a 6 ore di distanza e –supera di poco i 1000 metri- difficilmente puo` essere considerata un Monte Bianco…

Inquinano il doppio o il triplo rispetto ad una normale auto e nella maggior parte dei casi se ti investono ti ammazzano, ma vuoi mettere? Sono comodi e sono piu` che mai uno status symbol!

Ken Livingstone soprannominato “Ken il rosso” per il suo passato da “comunista” ha dichiarato guerra alle auto sin dall’iniziodel suo mandato. Ha inaugurato il Congestion Charge (poi copiato dalla Moratti con il suo Ecopass) nel centro e piu` recentemente ha esteso la zona fino a coprire anche le aree Ovest (la cosiddetta Western Extension), e ha aumentato il prezzo del pedaggio da £5 a £8 per auto al giorno (circa 11-12 euro!). Non contento ora se la prende con i Chelsea Tractors imponendo a breve un maxi-pedaggio di ben £25 al giorno (circa 33 euro!) per chiunque si ostini a voler guidare questi bulldozers!

Purtroppo il secondo mandato di Ken sta` per finire e resta da vedere se (in caso non venga rieletto per un terzo mandato), il nuovo sindaco confermera` questo salasso!

7 comments:

Carla said...

Ciao! Non hai idea di quanto sono d'accordo con te.Anche dove abito io,che è una zona che si gira tranquillamente in bicicletta, vanno in giro con questi "trattori"!A far che ,mi domando se non a sfoggiare quanti euri hanno nel loro conto corrente....

Anonymous said...

ciao marco! hihihih..ormai la moda suv sta dilagando in tutto il mondo!
cosa c'è di peggio???!! ma le hammer! quelle macchinone immense immense immense che si ostinano a comprare per girare in città!
ma per favore...ma se è nata come macchina per i soldati..ma si può??!!
hihihi..tassateli!!!!
baci
meri***

Dama Verde said...

Anche in Italia avevano provato a tassarle, poi (chissà perché) non se ne fece più niente...

Bel ritratto hai fatto, complimenti e Buona serata!

Artemisia said...

Ma io avevo lasciato un commento qui ieri sera! Questa reta fa brutti scherzi...

Ti volevo chiedere se i provvedimenti del grande Livingstone hanno avuto effetto sulla diminuzione del traffico nel centro di Londra e se è vero quello che mi hanno raccontato che se anche entri in centro con la macchina non sai dove metterla.
Ciao!

marcouk76 said...

Beh secondo me il traffico è diminuito notevolmente, anche se i detrattori dicono di no... ci sono sempre 2 versioni ovviamente!
I parcheggi ci sono ma sono carissimi (partono da £1.50 per ora in su!).

Artemisia said...

Grazie.

Anonymous said...

Chelsea Tractors

Ho scoperto per puro caso, navigando in internet, che a Londra i SUV sono chiamati “Chelsea Tractors”, che tradotto in italiano fa: Trattori di Chelsea. Sarebbe come dire, qui da noi, i “trattori dei Parioli” o di Porto Cervo, o di San Babila, insomma, scegliete voi.
Ma perché uno debba comprare un SUV, mi sono talvolta chiesto. Inquinano, consumano, costano un occhio della testa e sono ingombranti. E neppure servono per andare fuori strada; le nostre strade di collina o di montagna, non solo quelle lucchesi, ma quelle di tutta Italia in genere, sono troppo strette per loro, si va bene con la Panda 4x4, anche quella vecchia, ma coi SUV no, non ci passano proprio.
Allora succede che il dott. Tal dei Tali, abbagliato dalla stazza e dalle cromature se ne torna a casa col suo bel SUV. Ma poco dopo s’accorge della troppa larghezza del mezzo, che sulle strade americane andrà anche bene, ma qui da noi, mettiamo nella Brancoleria, è un disastro.
Per non parlare poi del parcheggio. Oggi è già difficile trovare uno stallo, e per il SUV ce ne vogliono due. Succede allora che con la scusa del parcheggio - Sai cara, non lo trovo vicino all’ufficio – il marito esce per il lavoro con la macchina della moglie, che è una Y10, o una 500, o ancor meglio una Picanto, che queste sì che s’infilano in ogni buchetto e le puoi parcheggiare tranquillamente, specie in città. E così alla moglie viene rifilato il Chelsea Tractor.
A dimostrazione di quanto ho appena scritto, se vi capita di passare per una piazzola di parcheggio, chessò, dell’Esselunga o di qualche altro supermercato, fateci caso, sono tante le casalinghe che arrivano a far la spesa col SUV del marito. Se non mi credete, andate a controllare e le vedrete coi vostri occhi arrivare per la spesa alla guida del trattore del marito, che costa, consuma, ingombra e che proprio nelle nostre strade sterrate della lucchesia neppure ci passa.
Su un blog ho trovato questa descrizione: “…le vedi a mala pena dietro i vetri oscurati, lassù al posto di guida che sempre più ricorda la cabina di guida di un TIR, nel loro carroarmato rigorosamente nero, queste donnine…”
Berlusconi ha promesso di togliere il bollo auto, in maniera graduale e se si troveranno le risorse: mi auguro che ai SUV il bollo non venga abolito (a tutti gli altri mezzi, sì), e con piacere, ho letto qualche mese fa sulla stampa cittadina che c’era chi chiedeva che i SUV non potessero circolare all’interno del centro storico lucchese. Una richiesta che oggi faccio mia.

Vittorio Baccelli